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730 ed Unico: alcuni consigli per risparmiare

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Che sia il mod. 730 o il mod. Unico il dichiarativo cui facciate riferimo, la loro compilazione non può e non deve limitarsi al mero inserimento di dati economici ed anagrafici.
Lo conoscenza, a seguito di studio e analisi, delle diverse casistiche che li compongono consente di programmare azioni e scelte volte ad ottenere il massimo dei vantaggi consentiti e di ottenere un risparmio sulle tasse.
Presi singolarmente i diversi aspetti analizzati e considerati nei dichiarativi come il modello 730 non sembrano essere rilevanti ma inserendoli in una visione di insieme la prospettiva cambia.
Il consiglio è sempre di affidarsi a professionisti non improvvisati che operino in forma autonoma o con il supporto di un CAF ma ciò non impedisce a ciascuno di poter agire autonomamente.

 

Occorre conoscere la propria posizione fiscale per descriverla nel 730

Partiamo con il ricordare un elemento basilare del sistema dichiarativo:  il mod. 730, o il mod. Unico, può determinare sia un credito che un debito ma il credito non sarà mai superiore a quanto il fisco ha ricevuto come imposte. Il rimborso cioè è valido sino a capienza delle imposte già riconosciute.
Quindi conoscere il livello massimo di rimborso cui possiamo ambire è la condizione di partenza delle nostre analisi.
Questo dato è desumibile dall’analisi della moderna Certificazione Unica ( sostitutiva del più noto CUD) alla casella n° 5 alla voce “RITENUTE IRPEF”. Indica cioè quante imposte, a titolo di IRPEF, siano state pagate all’erario e quindi quanto possiamo richiedere a rimborso allo stato stesso. All’Irpef si accompagnano altre imposte, conosciute come addizionali, di tipo regionale e comunale, per cui vale lo stesso discorso e sono individuabili nelle caselle n° 12-16-17-18 della C.U.
Altro passo importante è individuare il valore del “TOTALE DETRAZIONI“, individuato al n° 113 della C.U.
Questo fornisce l’entità delle detrazioni applicate al nostro reddito per carico di famiglia e per lavoro dipendente rispettivamente punti n° 102 e n° 107.

Il modello 730 e le sue detrazioni e deduzioni

Individuati questi valori passiamo ora a definire alcuni concetti: detraibilità e deducibilità.
Le detrazioni e le deduzioni determinano i valori che vanno a ridurre le imposte, la differenza tra loro sta su ciò su cui agiscono. Le deduzioni agiscono sulla base imponibile da cui vengono poi calcolate le imposte mentre le detrazioni sono valori che abbattono le imposte e per questo nella nostra analisi sono di primaria importanza.
Si pensi alle detrazioni per familiari a carico che possono essere modificate e attribuite in modo differente da quanto indicato nella Certificazione Unica generando così un maggior ricavo se le condizioni lo consentono.
L’effetto di queste ultime è quindi di maggior rilevanza rispetto alle deduzioni.
Prendendo come esempio un’aliquota IRPEF del 23%, una deduzione di 100€ porterà ad un recupero di 23€ mentre una detrazione di 100€ consente di abbattere l’imposta per un importo di pari valore.
Altro aspetto importante è il criterio di imputazione delle spese in deduzione: il criterio di cassa.
Le spese sono cioè deducibili in base alla data in cui sono sostenute e sono a favore di chi le ha sostenute.

Siamo pronti per alcune riflessioni

Nel caso di un nucleo familiare composto da due o più percipienti è importante effettuare un’analisi preventiva delle detrazioni e deduzioni. Se le nostre ritenute sono esigue meglio sarebbe far confluire le nostre detrazioni e deduzioni, per la parte in eccesso rispetto al possibile rimborso, su altri membri del nucleo familiare.
Indirizzandole preventivamente su altri membri del nucleo familiare otterremo invece una loro maggior efficacia.
Così ad esempio possiamo pensare di indirizzare le detrazioni per spese di ristrutturazione o di istruzione laddove le ritenute siano maggiormente capienti.
Le spese sanitarie, la cui deduzione subisce una riduzione dell’importo riportato, è opportuno concentrarle su di un’unica persona e non, ad esempio, suddividerla tra i coniugi.
In merito ai figli si ricorda che la legge prevede unicamente due percentuali di attribuzione del carico: 50% e 100%.
Il 100% può essere imputato esclusivamente al coniuge con maggior reddito ed il motivo è evidente. Le detrazioni a carico sono più alte e quindi rilevanti, quanto meno è il reddito del contribuente. Lo stato ha quindi vantaggio affinchè si imputi il 100% al coniuge con reddito maggiore ma non sempre ciò è conveniente per i cittadini.
Il consiglio è quello quindi di comunicare ai propri datori di lavoro una percentuale sempre del 50% salvo poi verificare in sede di predisposizione della dichiarazione dei redditi quale sia l’attribuzione più conveniente.
Se le detrazioni ad esempio arrivano ad azzerare le ritenute subite, ottenendo un rimborso totale, la parte di esse in eccesso andrebbe perduta.
Allo stesso tempo possiamo fare in modo di imputare le deduzioni, come quelle per i contributi INPS e INAIL versati per COLF e badanti, su chi ha un maggior reddito così che l’effetto in riduzione sia applicato ad uno scaglione IRPEF con aliquota maggiore.

 

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Dr. Vincenzo Pone
Dr. Vincenzo Pone
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Commercialista e Revisore Contabile con studio a Napoli e Cava de Tirreni (SA).
CEO di fiscoedintorni.com.

Appassionato di impresa e della sua organizzazione, è attento alle innovazioni e alle start-up.
Ambizione professionale : seguire e accompagnare l'evoluzione di una passione in idea e infine in un'impresa.

Nel tempo libero colleziona oggetti vintage e guarda il mondo insieme ad Alice.