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Apple a Napoli: la linea dello sviluppo di Renzi

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il nuovo logo Apple in "salsa" napoletana. Da un'idea del noto pizzaiolo Sorbillo
il nuovo logo Apple in “salsa” napoletana. Da un’idea del noto pizzaiolo Sorbillo

Apple sbarca a Napoli e annuncia l’apertura del 1°  iOS App Development Center d’Europa, allo stesso tempo in Italia si tracciano linee che dividono inesorabilmente la nazione in due.
È lo stesso Renzi che tiene ad usare questa metafora per descrivere l’Italia a chi qui a deciso di investire. Ed ovviamente l’Italia si divide in due.
Da un lato troviamo chi celebra l’arrivo del colosso creato da Steve Jobs all’ombra del vesuvio ridisegnando il simbolo della mela in una pizza morsicata o assegnado al futuro centro di sviluppo il nome di “apple Annurca” celebrando la famosa mela vesuviana. Dall’altro chi vede in questa operazione una semplice strategia politica frutto di un’intesa tra la Apple e Renzi per dare lustro alla politica di quest’ultimo in cambio di un taglio alle imposte in contenzioso per la casa di Cupertino.

APPLE  – NAPOLI : storia di ordinaria strumentalizzazione italiana

Chi dice questo ovviamente non è in buona fede, almeno non con l’esercizio dell’informazione.
Che Renzi sia interessato a farsi pubblicità specie a Napoli in prossimità delle elezioni amministrative non vi è alcun dubbio. Ciò che è indubbia è però anche la filosofia del colosso tecnologico di Tim Cook nonché le sue potenzialità finanziarie.
Davvero è ipotizzabile che una società che guadagna miliardi di dollari grazie alla qualità espressa ma anche associata ai suoi prodotti  possa scegliere di fare un finto investimento (tale a questo punto diventerebbe) solo per compiacere un premier in cerca di consensi ed in cambio di un taglio su sanzioni fiscali?
Rischierebbe quindi, per risparmiare meno del 1% del suo fatturato, di macchiare la sua reputazione e di venir meno alla sua filosofia fatta di ricerca e sviluppo?
Sarebbe logico allora attenderci numerose interrogazioni parlamentari per mettere in luce accordi irregolari tra governo e governance aziendale della Apple.

APPLE – NAPOLI : troppi interessi in gioco

Chi continua a sostenere questa versione è probabilmente animato anche dalla irrefrenabile voglia di sminuire le potenzialità del sud Italia e di Napoli in particolare. L’unico motivo per scegliere una città come Napoli sarebbe ovviamente quella di un mero assistenzialismo, cos’altro sennò?
Non neghiamo che quella linea indicata da Renzi esista, anzi la conosciamo bene almeno quanto lui cerchi di rimarcarla. È una linea che parte dalle carenze degli asili e arriva ai tagli dei fondi strutturali e di investimento passando per le liste di indagati nelle amministrazioni locali che nessuno o quasi ha il coraggio di mandar via.
Crediamo invece che sia proprio lì il motivo per cui gli eredi di Steve Jobs abbiano scelto il sud Italia. Hanno scelto il versante dove maggiore è l’importanza sociale (la cosidetta CSR –Responsabilità sociale d’impresa – tanto cara al ministro berlusconiano Maroni che fece di tutto per sprecare soldi pubblici nello sviluppo di un centro ricerche nella milanese Bocconi) e soprattutto più forti sono le motivazioni ad emergere e quindi ad eccellere. Ci chiediamo paradossalmente perché avrebbero dovuto scegliere una città diversa. Napoli ha tutto per essere scelta sia accademicamente che da altri punti di vista.

APPLE – NAPOLI: THINK DIFFERENT

Da sempre alla ricerca di un modo diverso di pensare per la Apple pare invece che Napoli fosse la scelta più logica e a dirlo è la storia. Da sempre Napoli è espressione di un modo di pensare diverso grazie alla sua filosofia, tolleranza e approccio alla vita. Lo stesso pensiero che l’Italia ha da sempre cercato di ingabbiare e, a suo dire, educare. In quest’ottica allora compendiamo l’invidia di chi non può apprezzare che tale pensiero possa essere valorizzato. Rischierebbero di doverne riconoscere l’importanza e l’identità; andrebbero in pezzi enormi infrastrutture mentali e culturali sino a qui definite. Occorrerebbe riscrivere procedure e soprattutto progetti di sviluppo per accompagnare una crescita tanto attesa. Occorrerebbe dover trovare altre argomentazioni sul perché le risorse vengano sempre destinate sul versate nord della retta invece che nell’altro. Occorrerebbe cancellare quella linea e attraversare il guado
La nostra speranza è che la Apple riesca ad imporre il suo modello anche qui e che rappresenti quindi una formidabile opportunità di sviluppo. Il nostro timore è che il tutto si svolga in Italia, con un premier interessato più ad una strategia personale che di territorio e che si abbia maggior interesse nel fallimento di questo progetto che nel suo sviluppo.

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Dr. Vincenzo Pone
Dr. Vincenzo Pone
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Commercialista e Revisore Contabile con studio a Napoli e Cava de Tirreni (SA).
CEO di fiscoedintorni.com.

Appassionato di impresa e della sua organizzazione, è attento alle innovazioni e alle start-up.
Ambizione professionale : seguire e accompagnare l'evoluzione di una passione in idea e infine in un'impresa.

Nel tempo libero colleziona oggetti vintage e guarda il mondo insieme ad Alice.