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Modello 730-2016 : guida alle principali novità

Il Modello 730 2016 è stato ufficialmente pubblicato con il provvedimento del 15 gennaio 2016 dell’Agenzia delle Entrate che l’ha reso disponibile sul proprio sito insieme alle relative istruzioni ministeriali.
In questa nostra piccola guida, la prima di tre, individueremo e analizzeremo le principali modifiche nonché novità apportate al modello 730 2016 redditi 2015 che riguardano in prima battuta:

  • il quadro B “Redditi dei fabbricati e altri dati”, Sezione II;
  • il quadro C “Redditi di lavoro dipendente e assimilati”, Sezione I e V;
  • il quadro E “Oneri e Spese”, Sezione II;
  • il quadro G “Crediti d’imposta”, Sezione VII e nuova Sezione VIII;
  • l’introduzione del quadro K “Comunicazione dell’Amministratore di condominio”;
  • l’inserimento nel quadro G del credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro in favore delle scuole (c.d. “school bonus”)

Modello 730 2016 : NOVITÀ DEL QUADRO B

Il modello 730 2016 al quadro B, dedicato ai “redditi dei fabbricati e altri dati”, alla sezione II è stata introdotta una nuova colonna, la n° 7, denominata “Codice identificativo del contratto”.
Questa è finalizzata ad accogliere il codice di identificazione del contratto di locazione reperibile nel modulo di richiesta di registrazione del contratto o nella ricevuta di registrazione telematica. Nel caso in cui non fosse disponibile è possibile fare riferimento a quanto indicato nella Risoluzione n. 14/E del 24 gennaio 2014.

modello 730 2016 dettaglio rigo b11
modello 730 2016 dettaglio rigo B11

Modello 730 2016 : SPARISCE LA DETASSAZIONE SUI PREMI DI PRODUTTIVITÀ

Al quadro C il modello 730 presenta due modifiche relative al rigo C4 “Somme per incremento della produttività” ed al rigo C14 “Bonus IRPEF”;

A seguito della mancata proroga della detassazione sui premi di produttività il rigo C4, e con esso tutti i righi connessi all’agevolazione, sono stati eliminati. L’agevolazione,  introdotta dal D.L. n. 93/2008 e prorogata più volte fino al 2014, prevedeva una tassazione con aliquota del 10% per le somme da incremento di produttività. Dal 2015 quindi le stesse concorreranno a formare il reddito complessivo con tassazione ordinaria.

modello 730 2016 dettaglio quadro c
Modello 730 2016 dettaglio quadro C

Per il “Bonus  Irpef” rileviamo unicamente delle variazioni strutturali del modello.  Sono state inserite tre nuove colonne per  riportare i dati necessari a rappresentare, nelle sue diverse componenti, il reddito da considerare ai fini del riconoscimento del bonus IRPEF:

  • colonna 3 “Tipologia esenzione”, in cui dovrà essere riportato il codice identificativo del tipo di esenzione applicata, reperibile nella CU 2016;
  • colonna 4 “Parte di reddito esente”, dove riportare la quota di reddito esente (80%- 70% o 90%) che dovrà essere considerata in aggiunta ai redditi tassati per la spettanza del bonus IRPEF,
  • colonna 5 “Quota TFR”. In tale campo dovrà essere riportato l’ammontare delle quote di TFR erogate mensilmente in busta paga, assoggettato a tassazione ordinaria ed indicato nella CU 2016; tale quota dovrà decurtare il reddito complessivo ai fini del bonus.

modello 730 2016 dettaglio rigo c14
Modello 730 2016 dettaglio rigo c14

 

Nelle successive guide approfondiremo le seguenti novità del nuovo modello 730 2016:

GUIDA 2

  • il quadro E “Oneri e Spese”, Sezione II;
  • il quadro G “Crediti d’imposta”, Sezione VII e nuova Sezione VIII;

GUIDA 3

  • l’introduzione del quadro K “Comunicazione dell’Amministratore di condominio”;
  • l’inserimento nel quadro G del credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro in favore delle scuole (c.d. “school bonus”)



Modello 730: detrazioni utili per risparmiare

La compilazione del Modello 730 per molti italiani non è soltanto l’assolvimento di un adempimento fiscale ma è soprattutto un’attività portatrice di speranza:  poter risparmiare sulle tasse a nostro carico e recuperare una quota di quanto già riconosciuto all’agenzia dell’entrate.
La consapevolezza delle logiche di formazione dell’imposta fornisce sicuramente elementi utili per individuare e applicare i giusti accorgimenti per risparmiare nonché ad utilizzare le opportunità offerte dallo stesso Modello 730. Importante diventa quindi la conoscenza di concetti quali detrazioni e le deduzioni: le prime agiscono sull’imposta mentre le seconde agiscono sulla base imponibile dalla quale viene poi determinata l’imposta.

Modello 730 : Guida alle detrazioni principali

Le detrazioni sono quelle che hanno un impatto diretto sulle imposte e quindi hanno una maggior rilevanza sull’esito fiscale del Modello 730 e possono determinare risparmi significativi sulla nostra tassazione. Analizziamo quelle più importanti:

  • spese sanitarie
  • locazione abitazione principale
  • familiari a carico
  • mutui

Detrazione per spese sanitarie: vengono riportate in dichiarazione al netto di una riduzione forfettaria di € 129,11 e vengono riconosciute in misura del 19% sul valore netto. Il consiglio quindi è di concentrare le spese sanitarie su un unico percipiente così da evitare una doppia riduzione.

Locazione abitazione principale: la detrazione è riconosciuta sulla base delle spese sostenute per i canoni di locazione della abitazione principale ed è pari ad un valore compreso tra i € 300,00 ed i € 150,00. Attenzione alla scelta della locatario in fase di stipula e sottoscrizione. La detrazione spetta unicamente al titolare di contratto di locazione regolarmente registrato.

 Familiari a carico: la normativa prevede che i figli a carico vadano distribuiti, in caso di coniugi entrambe percipienti, al 50% oppure concentrati al 100% sul coniuge dal maggior reddito. Tenendo conto che la detrazione è inversamente proporzionale al reddito si comprende quindi perchè il fisco abbia interesse affinchè questa sia concentrata sul coniuge dal maggior reddito. Si consiglia di verificare sempre l’effetto di entrambe le possibilità valutando quanto descritto in precedenza sull’effetto del cumulo delle detrazioni sulle ritenute subite. Inoltre non è da trascurare la presenza di altri familiari a carico spesso non considerati. Un genitore convivente è da ritenersi a carico se ha un reddito inferiore a 2.840,51.
Mutui: gli interessi pagati per mutui ipotecari, per acquisto abitazione principale, sono detraibili sino a limiti prestabiliti pari ad € 4.000,00 per ciascun intestatario. La scelta della titolarità del mutuo va quindi ponderata. Cointestando ad esempio il mutuo ad entrambi i coniugi, di cui uno soltanto percettore di reddito, può portare alla perdita del 50% della detrazione spettante. Tuttavia concentrando il mutuo su uno solo dei coniugi può determinarsi la perdita di parte degli interessi pagati allorquando entrambe i coniugi sono portatori di reddito e quindi assoggettati ad imposta.
Un altro aiuto importante, grazie alle informazioni che possono essere recuperate, ci è dato dall’accesso alla nostra posizione FiscOnline di cui presto pubblicheremo una guida su come accedervi e su come consultarla.