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Diffida Inps su rateazione Equitalia: come pagare

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La diffida Inps, comunicata dall’ente previdenziale con un atto riportante la dicitura DIFFIDA DM, rappresenta la notifica di un obbligo a pagare, soggetto a responsabilità penali, avente ad oggetto i contributi, distinti per singola mensilità, di quota dipendenti non versati.
La diffida quindi viene notificata dall’Inps dopo aver inviato, per lo stesso debito, anche il relativo avviso di addebito per tutta la quota di contributi delle mensilità interessate.
Com’è noto l’avviso di addebito, se non saldato, viene automaticamente iscritto a ruolo entrando nella competenza dell’ente riscossore Equitalia per il suo recupero.
La diffida Inps quindi non è una procedura avviata dall’ente Equitalia ma può riguardare debiti il cui incasso è gestito dalla stessa e quindi potenzialmente anche soggetti a rateizzo.

Diffida Inps valida anche se i debiti sono rateizzati

Va subito chiarito che seppure il debito oggetto della diffida Inps sia inserito in un rateizzo Equitalia attivo, l’atto e la relativa pretesa è valido.
Non dimentichiamoci infatti che la quota dipendenti, cui la diffida si riferisce, è soggetta a conseguenze penali in caso di mancato pagamento.
La comunicazione è infatti relativa esclusivamente all’aspetto penale della violazione ed in ogni caso l’ente recupererà le somme a suo credito.
Ciò a specificare la distinzione dei due aspetti, penale ed economico, che motiva l’inefficacia dei rateizzi attivi ed in corso nell’inibire altre forme di provvedimenti.
Tuttavia se il debito è iscritto a ruolo e soprattutto se inserito in una rateazione potrebbe essere già in parte pagato o addirittura saldato per la quota richiesta.
Se la diffida Inps fa infatti riferimento unicamente alla quota dipendenti il debito a ruolo non segue questa distinzione restando associato unicamente alla mensilità di riferimento.
Può quindi verificarsi la possibilità che parte del debito a ruolo, relativamente a quella mensilità, sia stato pagato in parte ma comunque sufficiente a coprire la quota dipendenti oggetto della diffida.

Guida alla gestione e al saldo della diffida Inps

Con il supporto dello staff dello Studio Commerciale del Dr. Pone Vincenzo forniremo di seguito, una breve quanto chiara ed efficace guida su come analizzare e gestire una diffida Inps con debiti iscritti a ruolo ed inseriti in un valido rateizzo Equitalia.

Partiamo da alcuni cenni operativi.
Quanto richiesto nella diffida è unicamente la quota dipendente di una mensilità mentre a ruolo viene riportato l’intero debito relativo a ciascuna mensilità, senza distinzione tra quota azienda e quota dipendente.
Ciò vuol dire che il debito iscritto a ruolo, laddove nulla sia stato versato, è superiore rispetto a quanto richiesto dall’INPS. Se invece sono presenti dei versamenti allora il debito residuo iscritto a ruolo potrebbe essere anche inferiore.
Ciò che però assume rilevanza in questa fase è il pagamento del DM10 sino a copertura della quota dipendenti e ciascun versamento effettuato può essere imputato, per singola mensilità di riferimento, ad essa.
Facciamo un esempio con importi di riferimento:

  • Diffida Inps per DM10 mese febbraio 2015 per € 2500;
  • Debito Dm10 mese febbraio 2015 pari ad € 6.000,00 di cui 2.500,00 per quota dipendenti;
  • Debito iscritto DM10 mese febbraio 2015 a ruolo per € 5.000,00;
  • Debito DM10 mese febbraio 2015 precedentemente versato per € 1.000,00

In tal caso il debito residuo che occorre versare è pari a quanto dovuto per la quota dipendenti al netto di quanto già complessivamente versato. Nel nostro esempio la somma da versare è pari ad € 1.500,00 essendo già stati versati € 1.000,00 sul totale DM10 in oggetto.

Ma cosa accade se il debito della diffida inps risulta inserito in un rateizzo Equitalia?

Nel caso in cui il debito della diffida Inps, oltre ad essere iscritto a ruolo, è inserito in un rateizzo con l’ente Equitalia vale quanto sopra descritto.
Occorrerà tuttavia maggiore attenzione nell’individuazione della sorta capitale, ossia il debito originario ed oggetto anche della diffida, e la quota effettivamente pagata.
Per farlo poniamo maggiore attenzione a come la sorta capitale è rappresentata nella cartella equitalia.
Si consiglia di concentrarsi su estratti di ruolo aggiornati e forniti dallo sportello, essendo i dati forniti dalla posizione online non dettagliati a sufficienza.

Diffida Inps: l’importanza del codice tributo 8050 nei ruoli Equitalia 

Il debito oggetto della diffida, se inserito in una cartella equitalia, rappresenta la sorta capitale del ruolo. È necessario cioè concentrarsi unicamente sul debito originario e questo viene indicato con il codice 8050 .
Primo passo fondamentale è quindi analizzare la cartella che include il debito oggetto della diffida ed individuarlo tra i debiti indicati con codice 8050 secondo mensilità e annualità di riferimento.
Individuato il valore in oggetto e determinata la quota già versata sarà semplice determinare quanto necessario per saldare la quota dipendente oggetto della diffida.
Riprendendo e modificando leggermente il nostro esempio :

  • Diffida Inps per DM10 mese febbraio 2015 per € 2500;
  • Debito Dm10 mese febbraio 2015 pari ad € 6.000,00 di cui 2.500,00 per quota dipendenti;
  • Debito iscritto DM10 mese febbraio 2015 a ruolo, cod. 8050, per € 6.000,00;
  • Debito DM10 mese febbraio 2015 residuo da rateizzo per € 5.750,00

In tal caso possiamo desumere che sulla mensilità di riferimento siano state imputate quote per € 250,00  e che pertanto a saldo del debito in diffida di € 2.500,00 siano necessari ulteriori € 2.250,00.

Individuata la quota di sorta capitale necessaria per saldare quanto in oggetto della diffida occorre fare attenzione a come pagare attribuendo con precisione i pagamenti al codice tributo di riferimento.
Come abbiamo precisato in precedenza la sorta capitale, distinta per singola mensilità e annualità, è indicata con codice 8050.
Non è però possibile richiedere l’attribuzione di un pagamento unicamente ad un codice della cartella laddove ad esso sono collegati altri codici come il codice 8055 somme aggiuntive o soprattutto il codice 8090 interessi di dilazione (in caso di rateizzo). Qualsiasi versamento sarà quindi sempre distribuito tra i codici collegati tra loro con il rischio di effettuare un versamento non sufficiente a fermare gli effetti della diffida Inps
Stabilita quindi la sorta capitale necessaria, codice 8050, occorrerà determinare la quota per gli altri codici tributo ad essa collegati.
La cifra da versare risulterà necessariamente più elevata, specie in caso di rateizzo, e per determinarla con precisione è necessario recarsi presso gli sportelli e chiedere l’importo agli addetti Equitalia.
L’addetto dovrà cioè determinare l’esatta cifra necessaria a ridurre il codice 8050 per l’importo a voi necessario per saldare la diffida Inps. Ciò richiederà la determinazione anche degli importi necessari per i codici 8090 e 8055 che si accompaganno al codice 8050.
Vostro interesse sarà però quello di controllare il codice 8050 che, al netto della somma residuo, dovrà indicare come versato quanto richiesto dalla diffida Inps .
Richiedete di verificare l’importo su un nuovo estratto così da riscontrare i valori interessati.

 

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Dr. Vincenzo Pone
Dr. Vincenzo Pone
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Commercialista e Revisore Contabile con studio a Napoli e Cava de Tirreni (SA).
CEO di fiscoedintorni.com.

Appassionato di impresa e della sua organizzazione, è attento alle innovazioni e alle start-up.
Ambizione professionale : seguire e accompagnare l'evoluzione di una passione in idea e infine in un'impresa.

Nel tempo libero colleziona oggetti vintage e guarda il mondo insieme ad Alice.