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Dimissioni volontarie : addio dimissioni in bianco

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Mai più Dimissioni volontarie o in bianco
Dal 12 marzo scorso è entrata in vigore la nuova disciplina per le dimissioni volontarie : non sarà più possibile ricorrere alle dimissioni in bianco.
Infatti chiunque volesse dimettersi, tanto in caso di recesso unilaterale, quanto per risoluzione consensuale, dovrà necessariamente seguire quanto introdotto dal Jobs Act.
Per le dimissioni volontarie, così come per le altre forme di interruzione del rapporto lavorativo, la procedura  impone una comunicazione telematica con l’impiego dei moduli forniti dal Ministero del Lavoro.

Addio dimissioni in bianco

Nella procedura precedente per comunicare le propria volontà di recedere da un rapporto lavorativo bastava sottoscrivere una lettera.
L’inconveniente principale, che lasciava ampio spazio all’opportunismo creando non pochi danni ai lavoratori era l’impossibilità di verificare la data.
Ciò quindi agevolava la pratica delle dimissioni in bianco.
Molto spesso il datore chiedeva ai lavoratori di firmare la lettera di dimissioni, dimissioni in bianco appunto, senza apporre alcuna data. Questa sarebbe poi stata aggiunta in secondo momento in caso di bisogno e secondo le necessità del titolare.
Questa pratica, nell’ottica dell’imprenditore, consentiva allo stesso di tutelarsi e soprattutto di usare la lettera al momento opportuno. Nelle sue mani quindi le dimissioni diventavano un’arma di ricatto che i lavoratori erano quasi costretti a cedere pur di salvare il posto di lavoro.
A farne le spese erano soprattutto le lavoratrici, le quali erano così allontanate facilmente dall’azienda durante la gravidanza.
L’assenza di data certa consentiva al datore di lavoro anche di utilizzare a suo vantaggio il periodo di preavviso scegliendo la data più opportuna per le sue esigenze.
Un rapporto di sudditanza impensabile e inaccettabile che la nuova procedura per le dimissioni volontarie sicuramente contribuisce a spezzare

Dimissioni volontarie : come funziona la nuova procedura

Il lavoratore potrà presentare le proprie dimissioni volontarie in via telematica attraverso due modalità:

  • Potrà inviarlo autonomamente al sito del Ministero del Lavoro e, quindi, sarà necessario munirsi del Pin, facilmente ottenibile direttamente dal sito dell’INPS;
  • Recandosi presso gli sportelli dell’Ente Previdenziale;

L’inoltro del modello autonomamente on line consente l’accesso al form grazie al quale sarà possibile recuperare tutte le informazioni sul rapporto di lavoro che si intende cessare.
Per i rapporti di lavoro antecedenti il 2008, il lavoratore dovrà indicare:

  • la data di inizio del rapporto di lavoro;
  • il tipo di contratto stipulato con il datore di lavoro;
  • i dati relativi al proprio datore di lavoro;
  • i dati che riguardano le dimissioni o la risoluzione del contratto di lavoro in questione

La nuova procedura telematica non si applica:

  • ai dipendenti pubblici;
  • a chi svolga attività domestiche;
  • ai lavoratori del settore marittimo;
  • alle lavoratrici in gravidanza;
  • alle madri nei primi tre anni di vita del bambino.

Per queste categorie di lavoratori rimane la necessità di recarsi allo sportello territoriale degli uffici del lavoro competenti.

Cosa accade in caso di ripensamento?

Una volta inoltrata la domanda via web il lavoratore avrà sette giorni di tempo per “ritornare sui suoi passi” ed eventualmente annullare la lettera di dimissioni volontarie.
Tuttavia, per via telematica si intende esclusivamente la domanda di dimissioni presentata tramite il sito del Ministero: non saranno valide le lettere di dimissioni presentate via email (o qualsiasi altra modalità).

 

 

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Dr. Gianfranco Aurilio
Dr. Gianfranco Aurilio
Laureato in Scienze Politiche
Giornalista e grande appassionato di tutto quanto concerna l'amministrazione di enti pubblici e privati.

Ambizione professionale: raccontare la realtà a 360° senza vincoli e condizionamenti

Amante del gioco del calcio in tutte le sue sfaccettature