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25 Aprile Liberazione senza destra o sinistra ma solo da vivere

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Ci sono parole che più di altre esprimono significati profondi e “Liberazione” è sicuramente una di queste.

Son trascorsi 71 anni dalla nostra Liberazione eppure ancora oggi molti cercano di interpretarla, di analizzarla.
Ma cosa c’è da discutere sulla Liberazione?
La verità a mio parere è che ciascuno cerca di portare l’enorme valore di questa parola verso la sua parte, cerca di farla propria. Ma è proprio qui il bello.

Liberazione non è di nessuno perchè è di tutti, perchè è figlia della libertà.

Volerla assegnare al patrimonio della sinistra italiana oppure cercare un modo per associarla anche alla destra è un esercizio di pura vanità politica.
La Liberazione non era né di destra né di sinistra, essa era di coloro che volevano alzare la testa al cielo per guardarlo invece che tenerla chinata. Essa era la ricerca di se stessi, delle proprie idee, dei propri sogni.
Coloro che per oltre 20 anni non eran più stati abituati a sognare, ad avere desideri, ora volevano tornare ad averne.
Non vollero aspettare americani ( che nei bombardamenti anti tedeschi non avevano scrupoli ad attaccare anche le postazioni civili) o altri alleati, volevano essere se stessi, tornare ad essere un popolo.

Se qualcuno per oltre 20 anni non riesce ad essere se stesso cosa può desiderare più della libertà?

Una parola che racchiude tutto, un insegnamento costante e cercare di limitarlo in una letteratura di sinistra o di ritagliarne un ruolo per la destra, è un’offesa per chi in quei giorni moriva. Quegli uomini e quelle donne rappresentavano un popolo e non un ideale.
Quindi finiamola di discuterne l’orientamento e pensiamo a viverne l’insegnamento. L’Italia, il suo popolo, è diventata paradossalmente schiava di questa contrapposizione di ideologie e ciò è alquanto antistorico come concetto.
La realtà è stata da troppo tempo suddivisa in fazioni senza valutarne l’essenza; una continua riproposizione dello scontro fascisti – comunisti, destra sinistra ed il garante cattolico posto al centro. Una lotta spesso ipocrita quanto alimentata, un fuoco su cui soffiare affinché il fumo annebbiasse la vista specie in cabina elettorale.
Abbiamo perso tempo nel combattere una finta guerra dimenticando di crescere come democrazia; un perenne stato di emergenza che ha giustificato il non aver investito in diritti e crescita culturale.
Ormai non vale la pena guardarsi indietro ma occorre guardare avanti, chiediamoci se quegli ideali sono per noi ancora validi ma soprattutto attuali: è il momento di andare avanti con coraggio.
Magari riprendendo come bussola i valori e le ambizioni dei padri costituenti impresse nella nostra Costituzione

Siamo liberi? Siamo davvero in grado di rincorrere i nostri sogni? Siamo davvero padroni del nostro destino?

Proviamo a rifletterci!!!

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Dr. Vincenzo Pone
Dr. Vincenzo Pone
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Commercialista e Revisore Contabile con studio a Napoli e Cava de Tirreni (SA).
CEO di fiscoedintorni.com.

Appassionato di impresa e della sua organizzazione, è attento alle innovazioni e alle start-up.
Ambizione professionale : seguire e accompagnare l'evoluzione di una passione in idea e infine in un'impresa.

Nel tempo libero colleziona oggetti vintage e guarda il mondo insieme ad Alice.

Un commento

  1. Articolo bello ma io resto Borbonico! W il Re! W il Re Borbone