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Commercialista Amico : Focus su 730 2016

Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica “Commercialista Amico” con la quale cercheremo di dare risposte ad alcune delle domande più rilevanti raccolte dall’esperienza quotidiana di studio e web dello studio Commerciale Dr. Pone .
Speriamo così di soddisfare la curiosità ma anche i dubbi di chi vorrà seguirci e di chi ci legge per la prima volta.
Vuol’essere anche l’opportunità di esporre i vostri di dubbi e per i quali ci impegniamo a dare una risposta.

1) Detrazione spese sportive

D) Posso portare i detrazione le spese per attività sportive per ragazzi anche se non c’è prescrizione medica?
R) L’importo massimo della spesa, per ogni ragazzo di età compresa tra i 5 ed i 18 anni, che si può indicare è pari ad euro 210,00. Le spese ammesse in detrazione sono quelle relative ad iscrizione annuale ed abbonamento a strutture ed impianti sportivi nei quali si praticano attività sportive dilettantistiche.
Le spese devono essere documentate ed il documento a prova dell’avvenuta effettuazione della spesa può essere un bollettino bancario o postale, una fattura, una ricevuta fiscale o una quietanza di pagamento.
Il documento deve obbligatoriamente contenere la denominazione dell’impianto o associazione sportiva, la causale del pagamento, l’attività sportiva praticata, l’importo pagato, i dati anagrafici di chi pratica l’attività sportiva ed il codice fiscale di chi effettua il pagamento.

2) Vidimazione tardiva libri sociali

D) Srl per la quale non è mai stata versata la tassa annuale di vidimazione dei libri sociali tramite il bollettino intestato all’agenzia delle entrate. E’ possibile versarla ora con ravvedimento in F24 (e sanzioni in F23)?
R) Si versa con F24 imposta ed interessi con f23 codice678t sanzioni. il notaio avrebbe dovuto citare gli estremi del bollettino.

3) Mancato invio dichiarazione dei redditi

D) In caso di omessa dichiarazione dei redditi quali sono le conseguenze e cosa suggerite?
R) La legge di stabilità 2016 ha stabilito che l’omessa dichiarazione dei redditi è soggetta ad un’imposta del 60% dell’imposta dovuta. La sanzione non è ravvedibile ed è fissata in misura minima per € 200.00
In caso di omessa dichiarazione si suggerisce di provvedere all’inoltro della stessa e di sostenere con ravvedimento il pagamento delle imposte dovute. Se il mancato invio è da addebitare a colpe del professionista incaricato va ricordato che lo stesso risponde soltanto per la sanzione minima, essendo il pagamento delle imposte dipeso solo dalla volontà del cliente.

4) Voucher Inps : utilizzo per prestazioni all’estero

D) È possibile utilizzare i voucher Inps per prestazioni all’estero? Esempio : ditta italiana impiega proprio personale per prestazioni all’estero tramite voucher italiano.
R) Con riferimento al caso in esame, si precisa che il ricorso al lavoro occasionale accessorio di cui al d.lgs. 276/03 e successive modifiche, si riferisce alle attività previste svolte nel territorio nazionale. Nel caso in cui tali attività siano svolte all’estero, saranno sottoposte alla normativa lavoristica vigente nel Paese in cui si svolgono

5) Reddito da locazione appartamento condominiale

D) Se un appartamento condominiale è locato, il condominio deve dichiararne il reddito?
R) No, il condominio non deve dichiararne il reddito ma lo stesso deve essere imputato in capo ai condomini secondo i rispettivi millesimi. Ciascun condomino poi è tenuto a dichiararne il reddito secondo la propria posizione fiscale

6) 730 2016 : Detrazione spese familiari non a carico

D) Il coniuge può detrarre le spese dentistiche per la moglie non a carico (pensionata) se le ha sostenute lui?
R) Ciò è possibile solo per le spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari non a carico quando questi siano affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, per la parte di detrazione che non trova capienza nell’imposta da questi ultimi dovuta.

7) Irap su prestazioni occasionali

D) Le prestazioni occasionali sono soggette ad un trattenuta IRAP oltre che alla ritenuta d’acconto?
R) La prestazione occasionale è per sua natura basata sull’occasionalità e quindi priva di una stabile organizzazione che è invece il presupposto impositivo dell’IRAP. Quindi non è legittima una trattenuta IRAP a nessun titolo. Si evidenzia tuttavia che alcuni enti, che soggiacciono al sistema irap retributivo (che accresce loro il costo della prestazione), possono stabilire un costo omincomprensivo. Ciò sebbene non lo si ritenga corretto segnaliamo che la Circolare del Ministero delle Finanze n. 97 E del 9 aprile 1998 regolamenta questa casistica con specifica indicazione al paragrafo 3.5.

8) Detrazione tasse universitarie

D) Le tasse Universitarie vengono rimborsate in base ad una legge regionale, si possono ugualmente portare in detrazione nel 730 2016?
R) Uno dei presupposti necessari per la detrazione delle spese nel modello 730 2016 è che siano state sostenute, ossia la spesa effettivamente gravata sul contribuente. Quindi in caso di rimborso della stessa non è possibile considerarla come detraibile se non nella parte non rimborsata

 9) Figlia sposata a carico

D) È possibile dichiarare a carico una figlia sposata e non convivente?
R) Tecnicamente è possibile perché per i figli a carico non rileva la residenza. Resta valido il requisito dell’aver percepito un reddito non superiore ad € 2.840,51. Con Circolare 95/E del 12 maggio 2000 l’Agenzia delle entrate si espresse a favore proprio per un caso simile riconoscendo la possibilità che il figlio sposato fosse a carico dei genitori purchè anche il coniuge non avesse reddito superiore al limite sopra indicato.

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Prestazioni occasionali: rimborso delle ritenute

Le prestazioni occasionali sono prestazioni rese a terzi non riconducibili a forme di lavoro subordinato o autonomo comunemente inteso.
L’occasionalità e la mancanza dei requisiti dell’organizzazione nel loro svolgimento sono gli elementi che le contraddistinguono. Non a caso le prestazioni occasionali sono soggette, nella loro applicazioni, ad alcuni limiti sia di durata che di importo.
Entro questi limiti non sono previsti adempimenti previdenziali e assicurativi ma fiscalmente subiscono una tassazione in acconto, la ritenuta d’acconto, pari al 20% dell’imponibile ossia del compenso concordato.

Il calcolo delle ritenute d’acconto per le prestazioni occasionali

Sulle prestazioni occasionali è prevista l’applicazione di una ritenuta d’acconto del 20%. Allorquando la prestazione sia cioè eseguita ad un soggetto che funga da sostituto d’imposta quest’ultimo è tenuto ad operare una trattenuta sull’importo da riconoscere al prestatore d’opera. Tale trattenuta deve poi essere versata, tramite mod. F24 a codice tributo 1040, e rappresenta un acconto sull’Irpef che il prestatore d’opera riconosce al fisco italiano sui redditi percepiti.
Per comprendere meglio si faccia riferimento ad una prestazione il cui compenso concordato è pari ad € 1.000,00 .
Su tale importo verrano riconosciuti € 800,00 cioè 80% dell’imponibile mentre il residuo 20%, € 200,00 , dovrà essere versato allo stato come sopra descritto.

Prestazioni occasionali: quali adempimenti fiscali?

Come ciascuna forma di reddito anche quello da prestazioni occasionali va dichiarato, sia dal percipiente che dal datore di lavoro.
Quest’ultimo è tenuto a comunicare entro fine febbraio al percipiente la Certificazione Unica con la quale dichiara sia il reddito complessivo che la ritenuta operata derivante dalla prestazione.
Sempre il datore di lavoro, entro fine luglio salvo proroghe, comunicherà tramite il mod. 770 le informazioni relative al versamento delle ritenute operata e certificate nell’adempimento di febbraio.
Importante ricordare che l’onere del versamento è a carico del datore di lavoro che di fatto ha trattenuto le somme agendo da sostituto d’imposta. Per il percipiente conta dimostrare di aver subito la ritenuta e ciò gli è possibile o tramite la certificazione unica o, in caso di pagamento tracciabile, ricostruendo i pagamenti ricevuti.

Come recuperare le ritenute subite

Quella subita sulle prestazioni occasionali è una ritenuta avente valore di acconto. Lo stato cioè recupera in acconto quota di quelle che ritiene possano essere le imposte in capo al percipiente.
Il fatto stesso che si tratti di un acconto ci deve suggerire che sia soggetta poi ad un saldo e che questo possa essere a credito o a debito.
Tramite il modello 730 o in questi casi più frequentemente il modello Unico PF è possibile determinare questo saldo.
Se la prestazione occasionale è solo una delle componenti del reddito di un individuo, andrà a sommarsi alle altre fonti di reddito e verrà tassata secondo il sistema a scaglioni IRPEF. Le ritenute in acconto subite in questo caso varranno nella determinazione dell’eventuale saldo a suo carico essendo la tassazione minima prevista al 23%.
Allorquando invece le prestazioni occasionali siano l’unico elemento di reddito sarà possibile arrivare a recuperare le intere ritenute subite.
Il sistema fiscale italiano prevede infatti un livello di reddito al di sotto del quale non si applicano imposte ed i limiti stabiliti per le prestazioni occasionali, € 5.000,00 , sono inferiori a detto limite.
Ciò significa che dichiarando il reddito e le relative ritenute subite il saldo così determinato sarà a credito e con ogni probabilità sarà pari alle intere ritenute subite.
Il saldo a credito se determinato tramite mod. Unico potrà essere richiesto a rimborso oppure conservato come credito e quindi utilizzato per imposte come IMU – TASI – TARI
Se richiesto a rimborso questo sarà restituito entro i successivi due anni per i quali sono riconosciuti gli interessi legali. È possibile richiederne l’accredito su conto corrente utilizzando le funzioni della posizione fisconline (qui la guida su come accreditarsi e utilizzarlo) oppure il rimborso avverrà tramite assegno postale da riscuotere presso gli sportelli.
In caso di riporto a credito dell’importo occorre ricordarsi di dichiararlo negli anni successivi, indicandone anche l’eventuale utilizzo, così da avvalorarne il successivo utilizzo del residuo.
Se la dichiarazione avviene tramite mod. 730, laddove ve ne siano i presupposti, il rimborso avverrà entro il mese di settembre ad opera del datore di lavoro attivo al momento della dichiarazione e del rimborso stesso.

 

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730 ed Unico: alcuni consigli per risparmiare

Che sia il mod. 730 o il mod. Unico il dichiarativo cui facciate riferimo, la loro compilazione non può e non deve limitarsi al mero inserimento di dati economici ed anagrafici.
Lo conoscenza, a seguito di studio e analisi, delle diverse casistiche che li compongono consente di programmare azioni e scelte volte ad ottenere il massimo dei vantaggi consentiti e di ottenere un risparmio sulle tasse.
Presi singolarmente i diversi aspetti analizzati e considerati nei dichiarativi come il modello 730 non sembrano essere rilevanti ma inserendoli in una visione di insieme la prospettiva cambia.
Il consiglio è sempre di affidarsi a professionisti non improvvisati che operino in forma autonoma o con il supporto di un CAF ma ciò non impedisce a ciascuno di poter agire autonomamente.

 

Occorre conoscere la propria posizione fiscale per descriverla nel 730

Partiamo con il ricordare un elemento basilare del sistema dichiarativo:  il mod. 730, o il mod. Unico, può determinare sia un credito che un debito ma il credito non sarà mai superiore a quanto il fisco ha ricevuto come imposte. Il rimborso cioè è valido sino a capienza delle imposte già riconosciute.
Quindi conoscere il livello massimo di rimborso cui possiamo ambire è la condizione di partenza delle nostre analisi.
Questo dato è desumibile dall’analisi della moderna Certificazione Unica ( sostitutiva del più noto CUD) alla casella n° 5 alla voce “RITENUTE IRPEF”. Indica cioè quante imposte, a titolo di IRPEF, siano state pagate all’erario e quindi quanto possiamo richiedere a rimborso allo stato stesso. All’Irpef si accompagnano altre imposte, conosciute come addizionali, di tipo regionale e comunale, per cui vale lo stesso discorso e sono individuabili nelle caselle n° 12-16-17-18 della C.U.
Altro passo importante è individuare il valore del “TOTALE DETRAZIONI“, individuato al n° 113 della C.U.
Questo fornisce l’entità delle detrazioni applicate al nostro reddito per carico di famiglia e per lavoro dipendente rispettivamente punti n° 102 e n° 107.

Il modello 730 e le sue detrazioni e deduzioni

Individuati questi valori passiamo ora a definire alcuni concetti: detraibilità e deducibilità.
Le detrazioni e le deduzioni determinano i valori che vanno a ridurre le imposte, la differenza tra loro sta su ciò su cui agiscono. Le deduzioni agiscono sulla base imponibile da cui vengono poi calcolate le imposte mentre le detrazioni sono valori che abbattono le imposte e per questo nella nostra analisi sono di primaria importanza.
Si pensi alle detrazioni per familiari a carico che possono essere modificate e attribuite in modo differente da quanto indicato nella Certificazione Unica generando così un maggior ricavo se le condizioni lo consentono.
L’effetto di queste ultime è quindi di maggior rilevanza rispetto alle deduzioni.
Prendendo come esempio un’aliquota IRPEF del 23%, una deduzione di 100€ porterà ad un recupero di 23€ mentre una detrazione di 100€ consente di abbattere l’imposta per un importo di pari valore.
Altro aspetto importante è il criterio di imputazione delle spese in deduzione: il criterio di cassa.
Le spese sono cioè deducibili in base alla data in cui sono sostenute e sono a favore di chi le ha sostenute.

Siamo pronti per alcune riflessioni

Nel caso di un nucleo familiare composto da due o più percipienti è importante effettuare un’analisi preventiva delle detrazioni e deduzioni. Se le nostre ritenute sono esigue meglio sarebbe far confluire le nostre detrazioni e deduzioni, per la parte in eccesso rispetto al possibile rimborso, su altri membri del nucleo familiare.
Indirizzandole preventivamente su altri membri del nucleo familiare otterremo invece una loro maggior efficacia.
Così ad esempio possiamo pensare di indirizzare le detrazioni per spese di ristrutturazione o di istruzione laddove le ritenute siano maggiormente capienti.
Le spese sanitarie, la cui deduzione subisce una riduzione dell’importo riportato, è opportuno concentrarle su di un’unica persona e non, ad esempio, suddividerla tra i coniugi.
In merito ai figli si ricorda che la legge prevede unicamente due percentuali di attribuzione del carico: 50% e 100%.
Il 100% può essere imputato esclusivamente al coniuge con maggior reddito ed il motivo è evidente. Le detrazioni a carico sono più alte e quindi rilevanti, quanto meno è il reddito del contribuente. Lo stato ha quindi vantaggio affinchè si imputi il 100% al coniuge con reddito maggiore ma non sempre ciò è conveniente per i cittadini.
Il consiglio è quello quindi di comunicare ai propri datori di lavoro una percentuale sempre del 50% salvo poi verificare in sede di predisposizione della dichiarazione dei redditi quale sia l’attribuzione più conveniente.
Se le detrazioni ad esempio arrivano ad azzerare le ritenute subite, ottenendo un rimborso totale, la parte di esse in eccesso andrebbe perduta.
Allo stesso tempo possiamo fare in modo di imputare le deduzioni, come quelle per i contributi INPS e INAIL versati per COLF e badanti, su chi ha un maggior reddito così che l’effetto in riduzione sia applicato ad uno scaglione IRPEF con aliquota maggiore.