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Patent Box : dubbi sulla sua efficacia

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Il Patent Box, introdotto alla Legge di stabilità 2016 con l’obiettivo di dare impulso e stimolo ad investimenti nel settore della R&S, stenta a decollare.
L’agevolazione fiscale trova applicazione sin dai redditi 2015 e quindi piena e immediata applicabilità sin dalle prossime dichiarazioni dei redditi nonché bilanci.
Tuttavia sono molti gli addetti ai lavori che si trovano ad affrontare numerose difficoltà nel tentativo di riscontrare i requisiti richiesti e di applicare i calcoli previsti.
Soprattutto trovano difficile confrontarsi con lo spirito di un’agevolazione presentata per attività volte al futuro ma che ha i piedi ben saldi nelle operazioni passate.

PATENT BOX TRA PASSATO E FUTURO DELLA R&S

Se da un lato infatti il Patent Box ha come obiettivo dichiarato quello di favorire gli investimenti in R&S e quindi in nuovi prodotti e servizi specie ad alto indice tecnologico, dall’altro vincola i suoi benefici a significativi confronti con performance e strategie passate.
L’intero impianto normativo vincola ad esempio i benefici potenziali ad un incremento delle spese di R&S rispetto a quanto investito nel triennio 2012-2014. Occorre infatti dimostrare un incremento di spesa di almeno 30.000€ rispetto alla media 2012-2014 per poter rispettare i requisiti richiesti.
Ciò parrebbe coerente con la volontà di incentivare le imprese ad investire in nuovi prodotti e  ma a ben vedere non vi è sintonia con la natura stessa delle attività di ricerca e sviluppo.

PATENT BOX : PREMIO VOLTO AL CONSOLIDAMENTO E NON ALL’INNOVAZIONE

La norma, a parere di chi scrive, paradossalmente non tiene infatti conto delle dinamiche insite nei mercati dell’innovazione e dello sviluppo. La contraddizione è insita nella formula di determinazione del coefficiente di agevolazione spettante che richiede la contemporanea presenza sia di costi che di ricavi. In assenza di uno dei due valori l’agevolazione infatti si annulla.
Le attività di R&S sono tuttavia note dall’essere caratterizzate da investimenti ad alto tasso di rischio strategico, non orientati al ritorno di utile nel breve periodo.
Un’agevolazione che parte da un confronto con le spese sostenute in passato e che soprattutto richiede la contemporanea manifestazione di ricavi e costi nello stesso esercizio arreca indubbiamente benefici a chi ha già investito. Non vi è quindi alcuna premialità per chi investe nel rischio ma solo per chi ha già ottenuto ritorni e quindi guarda ad un consolidamento dei risultati raggiunti.

 

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Dr. Vincenzo Pone
Dr. Vincenzo Pone
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Commercialista e Revisore Contabile con studio a Napoli e Cava de Tirreni (SA).
CEO di fiscoedintorni.com.

Appassionato di impresa e della sua organizzazione, è attento alle innovazioni e alle start-up.
Ambizione professionale : seguire e accompagnare l'evoluzione di una passione in idea e infine in un'impresa.

Nel tempo libero colleziona oggetti vintage e guarda il mondo insieme ad Alice.