Unioni civili e coppie di fatto : quali differenze

Le Unioni Civili sono realtà : con l’apposizione della fiducia alla Camera Matteo Renzi ha dato la spinta decisiva alla legge sulle nuove forme di unione alternative al matrimonio. La legge arriva privata di alcuni suoi punti rilevanti, sacrificati sull’altare degli accordi politici non senza generare polemiche e scontri tra opposti schieramenti. La normativa infatti disciplina anche il rapporto tra le coppie di fatto (conviventi etero o dello stesso sesso che decidano di non unirsi civilmente) oltre alle Unioni Civili e quindi è opportuno tracciare e differenze che le caratterizzano.

Unioni Civili : evidente l’ispirazione al contratto di matrimonio

Iniziano con il sottolineare come anche per le Unioni Civili alla sostanza è richiesta una forma ufficiale quanto istituzionale. Come il matrimonio infatti si costituiscono «di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni» e lo stesso atto viene registrato nell’archivio dello stato civile.
I partner possono scegliere, tra i propri, un cognome comune ed, eventualmente, anteporlo o postporlo a quello di nascita. La legge introduce il diritto del superstite a beneficiare della pensione di reversibilità, del tfr e della cosiddetta legittima, ovvero il 50% dell’eredità, fatti salvi i diritti di eventuali figli per la rimanente metà. Si afferma la comunione dei beni quale regime patrimoniale ordinario, lasciando alle parti la possibilità di pattuire una diversa convenzione.
Sono tracciati anche gli obblighi e doveri laddove si precisa che «dall’unione deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione» e che «entrambe le parti sono tenute ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni». Differentemente dal matrimonio non è fissato l’obbligo di fedeltà.
Per quanto concerne lo scioglimento si applica la legge sul divorzio del 1970, eccezion fatta che per il periodo di separazione che nella fattispecie non è previsto.

Coppie di Fatto : l’attenzione è sui legami affettivi e di reciproca assistenza

Numerose sono le differenze normative per le coppie di fatto rispetto alle Unioni Civili:  tra «maggiorenni uniti stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolati da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da unione civile.
La norma non descrive quindi alcuna forma ufficiale e in quest’ottica si comprende perchè non sia concesso al partner di subentrare nel trattamento di fine rapporto, piuttosto che nell’eredità. Parimenti non viene  riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità.
Stringenti anche le disposizioni in tema di possesso della casa in caso di decesso del convivente: qualora il defunto fosse stato proprietario dell’immobile, al superstite è consentito di continuare a vivere nell’abitazione dai 2 ai 5 anni, periodo che varia in base alla durata della convivenza, dopodiché il bene potrà essere rivendicato dagli eredi legittimi. Anche in questo caso si può stabilire un regime differente dalla comunione dei beni. Mentre sarà a discrezione del magistrato, sempre in funzione della durata della coabitazione e dallo stato di bisogno, un eventuale diritto agli alimenti di uno dei partner in caso di cessazione della convivenza.
Ciascuno può designare l’altro, in presenza di infermità mentale, per decisioni in materia di salute e, in caso di morte, per quanto concerne la donazione di organi.
Sono riconosciuti, in fine, gli stessi diritti dei coniugi per l’assistenza ospedaliera o penitenziaria.




M5S – Stepchild adoption: uno vale ancora uno ?

Il m5s fa marcia indietro sulla Stepchild adoption e rimescola le carte del destino della #LeggeCirinnà.
La decisione di “concedere” libertà di coscienza ai suoi senatori fa infatti cadere le certezze di chi contava sull’apporto deciso e compatto del m5s nella prossima votazione, per la gioia dei vari Giovanardi, Meloni, Formigoni, sul DDl Cirinnà.
Di diverso avviso sembrano invece gli elettori del movimento, quelli che dalla rete e sul territorio di fatto contribuiscono alla crescita del m5s e realizzano il suo obiettivo principale: la partecipazione diretta.
La base quindi, quella che ormai troppo spesso Grillo ed il suo staff dimenticano o trascurano.
Non è infatti la prima volta che il movimento da prova di non dare molta importanza al contatto e coordinamento con i suoi attivisti sul territorio. Si faccia attenzione, non si parla di considerarne la volontà quanto piuttosto la mancanza di un collante tra i vertici e la base. Un movimento politico come quello di Grillo, privo di una struttura organizzata, di sedi o circoli, non può non dotarsi di uno strumento alternativo per collegare le sue due anime, che faccia da riferimento. La rete non può e non deve essere utilizzata per questo.

M5S – Cambio di strategia: la reazione non si fa attendere

Grillo pubblica sul suo blog la nuova posizione ufficiale dei parlamentari e senatori, per la votazione al senato della prossima settimana sulla legge per le “Unioni Civili” ed in rete, ma non solo, cresce il malumore.
I sentimenti di chi segue e partecipa alla vita del m5s sono diverse e tutto di segno negativo: stupore, rabbia, tradimento, confusione, indignazione.
La posizione del movimento era nota da tempo: voto favorevole a tutto l’impianto della legga ma solo se non fosse stato modificato. Nel post invece Grillo e il suo staff chiama in causa le pressioni ricevute da “parte di elettori, iscritti e portavoce M5S su questo tema etico” lasciando “pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5S “.
Ciò che non torna è proprio questo.
Le presunte richieste e pressioni, in pieno spirito grillino, sarebbero dovute essere rese note e soprattutto avrebbero dovuto portare in modo naturale alla consultazione online.
Gli assistenti di Grillo invece non lasciano alcuno spazio alla consultazione : “Non si fa ricorso a un’ulteriore votazione online perchè su un tema etico di questa portata i portavoce M5S al Senato possono comunque, in base ai dettami della loro coscienza, votare in maniera difforme dal gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni.”

M5S : libertà di coscienza o mandato rappresentativo?

Da sempre l’Italia attende leggi che le consentano di uscire dal pantano sociale e culturale in cui l’hanno gettata anni di DC e ingerenza religiosa. La libertà di coscienza è stata sempre da un lato l’arma di chi vuole evitare la formazione di ciò che di fatto è una responsabilità politica, dall’altro lato invece la scusa di chi questa responsabilità non ha voluto assumerla preferendo la via più semplice.
La libertà di coscienza non si può però invocare sui diritti degli individui, è argomento politico, di crescita politica oltre che sociale.
Con questa decisione il movimento presta il fianco alle facili critiche di chi non lo descrive in grado di guidare un paese, di prendere decisioni. Soprattutto lascia spazio e meriti a chi, come Renzi ed il PD, sa gestire meglio le sue difficoltà oltre a godere di migliore stampa e inspiegabilmente minori pregiudizi.
Il vero problema per il m5s tuttavia non è questo. Il movimento di mostra incoerente con un aspetto principale della sua politica: il mandato rappresentativo.
La domanda spontanea, per chi segue o conosce il movimento, è sul come un politico chiamato unicamente a rappresentare i suoi elettori possa scegliere secondo coscienza. Come può la coscienza politica di un individuo rappresentare la volontà di altri? Se i politici grillini sono da considerarsi “dipendenti” dei propri elettori, accettare che scelgano secondo coscienza equivale a concedere ben più di una giornata di ferie. Il motto “uno vale uno” è sostituito da “uno vale se stesso” anche se su un argomento politico di forte sensibilità.

Le reazioni degli esponenti m5s – #iovotosi

La decisione non dev’essere stata apprezzata nemmeno da molti dei politici grillini i quali hanno lanciato subito l’hashtag “iovotosi”. Percependo il pericoloso clima di dubbio e incertezza, nonchè opportunismo, che il post di Grillo avrebbe generato han ben pensato di rendere palese la loro scelta. Hanno capito che la base avrebbe chiesto chiarimenti oltre che dettagli, non si sarebbe fermata all’esito delle future votazioni. La cosa più opportuna, a conferma delle critiche ricevute, sarebbe stata una votazione come fu fatta nel 2012. In quella votazione la stepchild adoption non c’era, è vero, ma c’è ora ed ora era, anzi è, possibile farne una nuova.
Il rimedio adottato da Taverna, Ferrara, ed altri, è una conferma della malattia. Laddove manca la chiarezza si adoperano per riportala.
Questa scelta conferma però anche altri aspetti della nostra critica.
Non sappiamo chi ha lanciato questo hashtag ma tra i ragazzi di Grillo forte è la voglia di stanare chi ha creato l’ennesimo imbarazzo sebbene alcuni si siano affrettati ad appoggiare la scelta dello staff.
Palese inoltre è il distacco tra la base e il fantomatico staff di Grillo – Casaleggio. Tra loro pare si pongano, come cuscinetto, i vari cittadini eletti ma non bastano. Il movimento pare conformarsi su tre diverse entità di cui soltanto la prima è chiamata a decidere i tempi ed i modi del dialogo interno.
Potrà reggere tutto ciò? Grillo ha detto di voler fare un passo di lato …. ma il suo staff?
Per il bene del m5s e dei suoi elettori sarebbe opportuno fare chiarezza e capire come affrontare la crescita di quella che sino ad ora è la migliore novità politica degli ultimi 30 anni?