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Spesometro 2016 : istruzioni e novità

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Lo spesometro, detto anche “Comunicazione Polivalente”, è uno strumento attraverso il quale i contribuenti hanno l’obbligo di comunicare al fisco le operazioni rilevanti ai fini IVA compiute nel 2015 
L’obbligo fu introdotto tramite l’articolo 21 del dl 78/2010 (poi modificato dall’articolo 2 comma 6 del Dl 16/2012) e prescriveva, per i soggetti Iva, la comunicazione di tutte le operazioni documentate da fattura di valore pari o superiore ai 3.000 euro, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, oppure di 3.600 euro, comprensivi d’Iva, relativamente alle operazioni non documentate da fattura.
Successivamente, a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2012, e quindi anche per le operazioni 2015, la comunicazione è stata prevista per tutte le operazioni fatturate, con il solo limite di 3.600 per le operazioni per le quali non c’è obbligo di emissione della fattura

Di fatto l’agenzia dell’entrate richiede l’inoltro di quelli che sono, in maniera “selettiva”, l’elenco dei clienti e fornitori dei singoli operatori economici al fine di effettuare una verifica incrociando i dati tra loro.

Spesometro 2016: invio e scadenze …. e proroghe

SpesometroLo spesometro va inoltrato telematicamente utilizzando il modello di Comunicazione Polivante tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia mette a disposizione anche il software utile alla compilazione del documento ed a tale scopo è importante avere attivato la propria posizione Fisconline per la quale vi rimandiamo alla nostra guida che potete trovare a questo link.
Il software ufficiale è utilizzabile anche per altri adempimenti quali la trasmissione dati Black List ed è possibile scaricarlo gratuitamente a questo link : Comunicazione Polivamente

Per l’anno in corso le scadenze sono le seguenti:

  • 11 aprile per i contribuenti che liquidano l’IVA mensilmente
  • 20 aprile per i contribuenti che liquidano l’IVA trimestralmente 
  • 2 maggio per gli operatori finanziari che devono comunicare gli acquisti superiori a 3.600 euro pagati con bancomat o carte di credito.

Con un comunicato stampa pubblicato nella sera del 8 aprile l’agenzia dell’entrate ha anticipato che, con un provvedimento in corso di pubblicazione, per gli invii in scadenza il giorno 11 aprile è disposta una mini proroga cui potete leggere qui il nostro articolo

Novità 2016: chi sono i soggetti obbligati alla comunicazione dello Spesometro e quali sono quelli esclusi

Novità per la scadenza 2016 è l’estenzione dell’obbligo all’invio anche gli Enti Locali, la Pubblica Amministrazione, le Regioni e i Comuni.
Oltre ad essi il numero e la tipologia di soggetti obbligati è ampio e numeroso e sono:

  • Società di persone;
  • Società di fatto che esercitano attività commerciale;
  • Società di capitali;
  • Società consortili;
  • Società cooperative e di mutua assicurazione Imprese individuali;
  • Esercenti arti/professioni in forma autonoma o associata;
  • Imprese familiari ed aziende coniugali;
  • Imprese agricole di cui all’art. 2135 del C.c.;
  • Enti privati che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività commerciale;
  • Società estere rappresentate in Italia;
  • Stabili organizzazioni di soggetti non residenti;
  • Soggetti non residenti che si sono identificati ai fini IVA;
  • Rappresentanti fiscali di soggetti non residenti;
  • Esercenti attività di impresa e/o di lavoro autonomo che aderiscono alle Nuove iniziative produttive;
  • Curatori fallimentari e commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione coatta amministrativa;
  • Contribuenti in regime di contabilità semplificata ma non in regime dei Minimi;

Ad essere esclusi dall’obbligo di invio dello spesometro sono i contribuenti operanti nel regime dei minimi e nel regime forfettario oltre ai non residenti con stabile organizzazione in Italia. Con apposito comunicato (che è possibile leggere qui) l’agenzia dell’entrate ha definito l’esonero dall’obbligo di invio dello spesometro 2016  per Pubblica Amministrazione, commercianti e tour operator sotto i 3.000 euro senza IVA.
Per le P.A. si tratta di un rinnovo dell’esclusione già definita per l’anno 2015 e la motivazione è data sempre dalla necessità di non gravare le PA di ulteriori incombenze essendo impegnate in procedure di adeguamento delle infrastrutture informatiche e delle procedure interne in particolare per la fatturazione elettronica e split payment

Le operazioni che vanno comunicate nello spesometro

  • Operazioni rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA – clienti;
  • Operazioni ricevute da soggetti titolari di partita IVA, dai quali sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta;
  • Operazioni rese a soggetti nei confronti dei quali non sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA  – consumatori finali, imprenditori e professionisti che hanno acquistato beni e servizi non rientranti nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo;
  • Operazioni effettuate nei confronti degli esportatori abituali e le triangolazioni UE;
  • Operazioni in reverse charge per le quali non è stata addebitata IVA in fattura;
  • Operazioni soggette a split payment (art. 17-ter D.p.r. 633/72), per le quali l’Iva viene versata direttamente all’Erario;

Le operazioni escluse dallo spesometro:

  • Importazioni;
  • Esportazioni;
  • Cessioni di Beni e Prestazioni di Servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list;
  • Operazioni di importo pari o superiore a 3.600 Euro, effettuate nei confronti dei contribuenti non soggetti passivi Iva, non documentate da fattura, il cui pagamento è avvenuto tramite carte di credito, di debito e prepagate;
  • Operazioni finanziarie esenti Iva art. 10 del D.p.r. 633/72;
  • Operazioni fuori campo IVA;
  • Operazioni effettuate o ricevute in ambito extra Ue, se già oggetto di dichiarazione in Dogana;
  • Operazioni già comunicate all’Anagrafe tributaria (per esempio, fornitura di energia elettrica, servizi di telefonia, contratti di assicurazione, eccetera);
  • Operazioni già comunicate tramite il sistema tessera sanitaria (STS).

Spesometro e Redditometro: quali sono le differenze

Lo spesometro è uno strumento che viene utilizzato per la lotta all’evasione fiscale e di controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Il redditometro è invece uno strumento che viene utilizzato per confrontare il reddito dichiarato da un contribuente rispetto a quello stimato e ipotizzato dal Governo. la finalità è dunque simile e la differenza è sulla natura dei soggetti coinvolti. Lo spesometro è infatti rivolto ai soggetti iva quindi ditte, società, enti o professionisti, mentre nel caso del redditometro lo stato si rivolge ai singoli cittadini. Diversa è conseguentemente anche la natura delle informazioni richieste laddove nel caso dello spesometro vengono richieste informazioni di natura “contabile”

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Dr. Vincenzo Pone
Dr. Vincenzo Pone
Dottore Commercialista e Revisore Contabile
Commercialista e Revisore Contabile con studio a Napoli e Cava de Tirreni (SA).
CEO di fiscoedintorni.com.

Appassionato di impresa e della sua organizzazione, è attento alle innovazioni e alle start-up.
Ambizione professionale : seguire e accompagnare l'evoluzione di una passione in idea e infine in un'impresa.

Nel tempo libero colleziona oggetti vintage e guarda il mondo insieme ad Alice.